DIRITTO

4. Natura giuridica dell'Ordine

4.1 Classificazione

Attesi i concetti dibattuti nei riguardi del tipo di sovranità del Capo della RSI, non può assolutamente parlarsi quindi di "dinasticità" sia nella carica di Capo dello Stato che dei propri ordini cavallereschi.

Sicuramente però non si può non prendere atto dello status quo (che si protrae da decenni) di istituzione cavalleresca divenuta "ordine non nazionale" e principalmente "ordine indipendente".

Tale attuale connotazione ("indipendente" e "non nazionale"), è stata confermata de facto dalla stessa sopravvivenza dell'Ordine a se stesso o meglio, a quella della sovranità (RSI) che lo ha generato.

Quindi è di tutta evidenza il suo carattere di acquisita "indipendenza" ed emancipazione dalla RSI.

E' altresì acclarato il suo carattere di ordine "non nazionale" essendosi dissolto l'ordinamento giuridico statuale già sovrano che lo istituì nella sua forma primigenia.

La "non dinasticità" dell'ordine e l'indipendenza acquisita, è confermata anche dagli Statuti redatti dopo la fine della RSI che indicano, quale regola di trasmissione dell'alto Ufficio di Capo dell'Ordine, non la dinasticità ma l'elezione o la nomina all'interno di un capitolo ristretto.

In questo senso l'Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana è quindi anche e principalmente ordine "magistrale" (o capitolare) in quanto il Capo o Gran Maestro che dir si voglia non ha caratteri di dinasticità e quindi non è ereditario. [8]

 

[8] Il più famoso ordine "magistrale" esistente, a noi tutti caro, è l'universalmente conosciuto SMOM Sovrano Militare Ordine di Malta, che tra l'altro è anche l'unico ordine "sovrano" in senso stretto in quanto possiede i noti tre elementi costituenti uno Stato: popolo, territorio, sovranità; in tal senso Roma, quindi, è tre volte capitale: Stato italiano, Stato della Città del Vaticano, Stato del SMOM.

 

4.2 Giurisprudenza italiana

Le onorificenze di ordini indipendenti e il porto delle relative decorazioni in Italia, ad esempio, sono autorizzabili solo nel caso in cui tali ordini abbiano avuto un riconoscimento da almeno uno Stato estero e pertanto possano rientrare definitivamente e a pieno titolo, nell'ampio concetto di ordini "non nazionali".

In altre parole in Italia "possono essere elargite onorificenze a cittadini italiani da Stati esteri e da ordini non nazionali, cioè da ordini stranieri, che ricevono origine non dagli ordinamenti giuridici statuali esistenti, bensì da patrimoni araldici appartenenti a cittadini stranieri o aventi una propria personalità giuridica internazionale" [9] "per accertare se un ordine cavalleresco operante in Italia sia di nazionalità estera, bisogna tener conto della nazionalità del titolare del patrimonio araldico da cui l'ordine deriva [nel nostro caso RSI], della cittadinanza del dirigente dell'ordine stesso oppure dell'esistenza o meno di riconoscimenti da parte dello Stato estero dove l'ordine ha sede legale" [10].

Solo la cerimonia di investitura, ad esempio in un luogo di culto e non quindi con la mera consegna informale, perfeziona il conferimento dell'onorificenza infatti "in virtù del combinato disposto degli articoli 7 e 8 della legge 3 marzo 1951 n.178, il conferimento, non consentito di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche, include non solo l'atto unilaterale di assegnazione di titolo "cartaceo" ma anche la cerimonia dedicata univoca nella quale il predetto conferimento si attua" [11].

[9] Così Sentenza del Tribunale di Roma IX sez.pen. del 24 febbraio 1962

[10] Così Cassazione penale sez.II sentenza n.137 del 17 gennaio 1981

[11] Così Cassazione penale sez.III sentenza n.9737 del 30 luglio 1999

4.3 Rapporto attuale tra RSI e OAR

In relazione al rapporto odierno tra l'Ordine dell'Aquila Romana e la RSI, si evidenzia come il legame tra l'ordine di oggi e l'ex Stato sovrano della Repubblica Sociale Italiana (in questa sede, come già detto, non è rilevante ovviamente l'aspetto politico ma solo l'aspetto giuspubblicistico) sia rimasto esclusivamente quale momento di legittimità storico-genetica.

L'ordine oggi, attesa la sua evoluzione cognibile sia dal diritto interno sia dalla sua "operatività" esterna, ha già di per se una propria legittimità de facto oltre che di diritto. [12]

In questo senso nel 1997, se non addirittura già nel 1945, fu reciso definitivamente il cordone ombelicale che lo legava all'entità statuale della RSI.

Rimane invece intatto il nodo simbolico che tradizionalmente lo lega, in intimo nesso, al mito di Roma città eterna creatrice della civiltà romana e latina.

In qualsiasi modo voglia classificarsi, l'Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana possiede già quindi intrinsecamente il crisma della sovranità interna, pur se in senso lato, e pertanto non avrebbe bisogno di particolari riconoscimenti formali per esistere legittimamente.

[12] Per gli Ordini a carattere associativo, secondo il medesimo Pezzana (op.cit., pag.161), "debbono considerarsi <non nazionali> solo quelli che abbiano ottenuto da uno Stato legittimo sovrano un non equivoco riconoscimento giuridico (s'intende non semplicemente come associazioni private ma come enti con facoltà di concedere onorificenze)"; in tal senso, anche Amedeo Franco, in Enciclopedia del Diritto, voce Onorificenze.

 

4.4 Rapporti internazionali

Tuttavia, per un uso pacifico e riconosciuto erga omnes in un'era di molteplici e fitti rapporti internazionali, è opportuno che l'ordine avvii numerose relazioni diplomatiche, in modo da ottenere da più Stati sovrani un non equivoco riconoscimento giuridico della personalità internazionale dell'ordine; s'intende non semplicemente come associazione privata ma come ente con facoltà di concedere anche onorificenze tenuto conto degli altri fini statutari [13].

E' opportuno altresì ottenere riconoscimenti di diritto interno dell'ordine evidenziando comunque sempre la "facoltà di concedere onorificenze" al fine di evitare deleterie interpretazioni, in senso restrittivo e non consone alla serietà dei fini perseguiti, da parte di alcuni Stati con legislazione interna rigorosa o con posizioni ostili.

E' in ogni caso essenziale che l'ordine e le sue onorificenze siano riconosciuti da un ordinamento giuridico diverso da quello italiano.

In atto sono numerose le pratiche di riconoscimento in tal senso.

Nelle more di correnti riconoscimenti internazionali, l'ordine è in atto non pienamente operativo come tale ma lo è pienamente quale ente culturale [14], con ovvia impronta storica e cavalleresca; ciò in attesa proprio del perfezionamento anelato.

La fierezza della latinità ed il mito di Roma che l'ordine si onora di contribuire a rappresentare, sono talmente sentiti dai componenti la famiglia dell'Aquila Romana, che spazio alcuno può essere ceduto a sterili polemiche o strumentalizzazioni politiche fuori luogo nel rispetto, dovuto senza riserve, alla civiltà ed al mito eterno che l'Urbe, super partes, incarna.