DIRITTO


1. Genesi storica ed evoluzione

Il primo Ordine cavalleresco dell'Aquila Romana fu istituito nel Regno d'Italia il 14 marzo 1942 e soppresso il 5 ottobre 1944.

Il 2 marzo 1944 Benito Mussolini, Duce della Repubblica Sociale Italiana quindi Capo dello Stato con poteri assoluti, lo ha rinnovato rendendolo indipendente da quello omonimo del regno d'Italia creando così un nuovo e primo ordine del neonato Stato; a questo poi si affiancherà l'Ordine dei Santi Francesco e Caterina Patroni d'Italia.

Il Capo della RSI lo ha istituito nella completa autorità sovrana di Capo di Stato, essendo stata la Repubblica Sociale Italiana riconosciuta fra gli altri dalla Croazia, dalla Germania, dal Giappone e da diversi altri Stati esteri.

Caduto il 25 aprile 1945 lo Stato della Repubblica Sociale Italiana ed assassinato[1] il 28 aprile il suo Capo (non abdicatario), l'Ordine ha visto venir meno l'ordinamento statuale sovrano che lo ha generato.

Il 19 aprile 1997 il maestro Romano Mussolini, molto noto internazionalmente come artista principalmente nel campo della musica e della pittura, ha ufficialmente riformato, o meglio rinnovato, lo Statuto; ha così dato nuovo dinamico e formidabile impulso alla vita ed alle tradizioni cavalleresche romane e latine dell'ordine registrandone il relativo atto presso un Ufficio Registro della Repubblica Italiana; il 19 aprile 1997 è quindi legalmente la data di nascita dell'Ordine, da allora governato dallo statuto decretato nella stessa data e successive modificazioni del 4 febbraio 2006.

[1] da una banda di partigiani "sbandati" che, anziché consegnarlo ai propri superiori secondo le direttive ricevute, assassinarono lui, la compagna Claretta Petacci, altri partigiani compagni fedeli agli ordini ricevuti e addirittura il proprio capo (capitano dell'esercito italiano disertore passato alle formazioni partigiane) che invece aveva espresso l'intenzione di ubbidire alle disposizioni ricevute, sceneggiando poi la nota macabra messinscena della doppia finta fucilazione a Giulino di Mezzegra sul lago di Como (curiosamente con copione simile alla doppia fucilazione a Castelvetrano di Salvatore Giuliano).